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I salti del Pioverna: l’ Orrido di Bellano

Photo by http://mcnab75.livejournal.com/

Il Pioverna è un torrente che, dopo esser nato dal massiccio delle Grigne, si getta nel lago di Como; del tutto simile a numerosi altri corsi d’acqua che dalle Alpi scendono a valle, questo piccolo fiume ha dovuto – per così dire – impegnarsi per spiccare sugli altri. Come? Con una serie di salti e cascate all’interno di una gola scavata e levigata dalla forza del suo stesso letto impetuoso.

La dura superficie della parete rocciosa che ostacolava il letto del Pioverna è stata modificata dalle acque del torrente alpino sino a creare un orrido, ovvero un profondo canyon, che si distingue per il modo in cui il fiume discende, precipitando in una miriade di anfratti e grotte che ancora portano avanti l’opera di edulcorazione della pietra. Cuore pulsante dell’Orrido di Bellano sono certamente, difatti, le due imponenti cascate di decine di metri d’altezza.

L’ Orrido di Bellano si presenta ai visitatori come una magnifica e spaventosa gola naturale, antica15 milioni di anni, situata tra i paesi di Taceno e Bellano. Proprio dal versante di quest’ultima località – che gli dà anche il nome – è possibile visitare il luogo mediante passerelle e scale che si arrampicano sullo strapiombo.

Il monumento naturale è divenuto famoso già nel 1700, grazie all’opera del poeta e letterato locale Sigismondo Boldoni, che si diceva affascinato ed ispirato dall’ “Orrore di un’orrenda orrendezza“. Proprio in quegli anni, difatti, venne edificato un ingresso – costituito da un’ampia scalinata in marmo rosa – per accedere alla gola del Pioverna. Le cancellate in stile Liberty costituiscono ovviamente aggiunte successive.

Ad aumentare la suggestione del già incredibile panorama vi sono poi numerose leggende di stampo esoterico legate alla cosiddetta Casa del Diavolo che segna proprio l’entrata dell’Orrido di Bellano. La torre, già presente in alcune stampe risalenti al 1834, pare non avere alcuna funzione specifica e deve il proprio nome “diabolico” alle rappresentazioni mitologiche che ne decorano la facciata, tra le quali spicca un satiro. Il satiro in effetti è proprio una delle figure della religione pagana pre-cristiana che “ispirarono” la fisionomia caprina del Maligno.

Voci senza fonte vorrebbero che l’edificio a pianta esagonale sia stato teatro di festini e riti orgiastici – probabilmente, diciamo noi, ispirati ai baccanali di cui i satiri erano mitologicamente organizzatori! – nonché a pratiche di stampo satanico.

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Sapori e viaggi: Visitare l’Alta Langa con il palato

courtesy of doyouwine @flickr.com

Viaggiare, si sa, è un po’ come cercare di mettersi nei panni d’altri: immaginare la nostra vita se fossimo nati in un dato paese o in una data città, se parlassimo lingue e dialetti diversi. Proprio con il fine di rendere ancora più interessante i nostri itinerari abbiamo pensato questa volta di proporvi un articolo che mescoli il tema del viaggio con quello della cucina. Per fare questo abbiamo chiesto la collaborazione di Laura, una delle numerose blogger della rete, che vede proprio nella buona cucina, quella che fa sentire a casa e scalda il cuore, una delle sue passioni.

Per voi questa collaboratrice d’eccezione ha immaginato un viaggio senza muoversi di casa. Ci ha pensato su un poco e poi ha buttato giù una delle sue “idee di casa”, di quelle che se non fossero scritte nel suo diario on-line probabilmente rimarrebbero solo annebbiate tra i ricordi di un racconto dai sapori antichi.
Ecco il Viaggio di Laura nell’Alta Langa, in Piemonte:

Quando sfoglio quella che io definisco la mia “biblioteca culinaria” mi trovo spesso a pensare che in fondo la cucina è un viaggio … Attraverso ricette, sapori, aromi e profumi si scoprono luoghi e tradizioni, gusti e usi di posti più o meno lontano. Un cibo o un vino può portarci in montagna, al mare …

Così, l’altro giorno sfogliavo le mie ricette e ricetta dopo ricetta sono capitata in Piemonte e allora ecco l’idea: proporvi una ricetta tipica della cucina piemontese, ma comunque facile e veloce da realizzare per gustarla in compagnia degli amici sorseggiando un buon vino del Piemonte, ovviamente! Si tratta dell’insalata di Tuma d’Alba, una insalata di formaggio che come antipasto ha sempre un sicuro successo!

Questo prodotto caseario è tipico dell’Alta Langa, una comunità montana costituita da una quarantina di paesi in collina in provincia di cuneo. La zona si trova esattamente al confine linguistico tra i dialetti piemontesi e liguri e tale peculiarità risulta inevitabilmente chiara nella parlata degli abitanti del luogo. Il paesaggio di questo territorio è raro in Piemonte: alberi di nocciole si sostituiscono alle viti, caratteristica regionale, a causa dell’altitudine, rendendone chiari a colpo d’occhio i tratti assolutamente unici.

In questa splendida cornice 43 piccoli comuni, simili a presepi, troneggiano sulle colline: tra tutti Borgomale, Bergolo e Castino, quest’ultimo reso celebre da Cesare Pavese che lo descrive come “un paese sempre battuto da un vento frizzante… Verso sera specialmente pare di essere in cielo“.

L’Alta Lunga è certamente un luogo ideale per coloro che amano le passeggiate nei boschi, i paesini dalle vie strette, l’aria fresca e naturalmente la buona cucina.
Prendete carta e penna allora e scrivete la ricetta dell’insalata di Tuma d’Alba.
Ingredienti per quattro persone:

400 gr di Tuma d’Alba non stagionata
un mazzetto di prezzemolo
uno spicchio d’aglio
un peperoncino rosso
olio extravergine d’oliva
sale e pepe q.b.

Taglia il formaggio a dadini e sistemalo in un’insalatiera. A parte prepara un trito finissimo con il prezzemolo, l’aglio e il peperoncino puliti. Unisci il tutto al formaggio, condisci con olio, regola di sale e spolvera con un po’ di pepe nero.

Fatto! L’insalata è pronta per essere gustata, magari con un buon bicchiere di Grignolino d’Asti.

Buon appetito e … alla prossima idea!
Laura

www.leideedicasa.com

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Il Carnevale spinazzolese

Per continuare con la nostra rassegna sul Carnevale 2012, ecco a presentarvi il caratteristico Carnevale di Spinazzola (provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia). Le informazioni su questo divertente evento ci vengono gentilmente offerte dal nostro partner Spinazzola Web:

il carnevale spinazzolese

courtesy of spinazzolaweb.it

Spinazzola: la magia della 54° edizione del carnevale spinazzolese

Anche quest’anno, seppur con una settimana di ritardo, causato dalle abbondanti nevicate, il calore e la giocosità degli spinazzolesi hanno animato le vie cittadine per dare il via alla cinquantaquattresima edizione del carnevale spinazzolese.

Con partenza da Via De Gasperi i sei gruppi iscritti alla kermesse carnevalesca hanno attraversato tutta la cittadina ballando, cantando e coinvolgendo i numerosi spettatori nel consueto turbinio di balli.

Come da tradizione ultra cinquantennale i gruppi iscritti in gara facevano riferimento ad associazioni locali, parrocchie, palestre, scuole di ballo e gruppi di amici. Ogni gruppo naturalmente aveva scelto un tema portante per trasmettere un messaggio alla cittadinanza spettatrice.

(Continua a leggere del carnevale qui)

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Ostuni, La Bianca Città

Una veduta della cittá di Ostuni

courtesy of EnKayTee @flickr.com

Acque cristalline, cucina da sogno e uno scenario da mozzare il fiato: il comune di Ostuni è questo molto di più. Il suo soprannome di Città Bianca le deriva dalla caratteristica calce che colora le case dell’intero centro storico medioevale, sviluppato attorno alla Cattedrale tardogotica del XV secolo.

Tra i periodi migliori per visitare la città figura senza dubbio Agosto, non solo per la grande affluenza di turisti da tutta l’Italia – Ostuni ha ricevuto la Bandiera Blu negli anni 2008/09/10/11 e le cinque vele di Legambiente – ma anche per le numerose manifestazioni di carattere culturale e artistico che animano il borgo salentino, riportando alla vita cavalieri e mestieri di un tempo attraverso cerimonie e parate come “La Cavalcata di S. Oronzo” e “La Sagra dei Vecchi Tempi”.

Caso raro nella nostra Italia che troppo spesso si culla nel ricordo dei fasti del passato mancando di guardare al presente, La Città Bianca eccelle, inoltre, proprio nella capacità di conciliare lo Spirito Antico con la Modernità, mostrandosi ai propri visitatori come una città non solo attiva e pulsante, quasi viva, ma anche aperta a locali dal design contemporaneo e all’avanguardia.

E dopo una giornata di mare, ebbri di tutte le bellezze del panorama cittadino e marino, non si può perdere l’occasione di accomodarsi a tavola e godere delle celebri squisitezze della cucina salentina e pugliese. Tra i ristoranti che ci hanno consigliato, uno in particolare ci è sembrato riuscire particolarmente bene, grazie alla dislocazione dei posti a sedere, a catturare la magia di Ostuni, intrappolata nelle sue candide mura: La Taverna della Gelosia, un nome che ci sembra azzeccato ed allo stesso tempo malizioso vista la data di oggi.

Ancora una volta l’Italia ci regala un piccolo angolo di paradiso!

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Firenze, la città dei Medici

Una veduta aerea di Firenze

courtesy of del frate mangilao30@flickr.com

Firenze, famosa per essere un museo a cielo aperto, città invidiata dal mondo intero, si sta lasciando alle spalle l’immagine di città turistica poco accessibile ai giovani, aprendo ad un’utenza nuova, puntando particolarmente ai vacanzieri zaino in spalla, grazie anche all’apporto di internet e di molte società che grazie al web possono offrire appartamenti per le vacanze a Firenze a prezzi accessibili. La culla del Rinascimento è apprezzata da tutto il mondo. I suoi numeri parlano chiaro: è la seconda città italiana per numero di turisti dopo Roma. Il suo centro storico fu dichiarato patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1982.

Il capoluogo toscano vanta un’eccezionale patrimonio d’arte, testimonianza splendida della sua secolare civiltà, conservato in gran parte negli oltre 70 musei cittadini. Tra questi di estrema importanza sono la Galleria degli Uffizi, una delle maggiori pinacoteche del mondo, la Galleria Palatina, con le pitture dei “secoli d’oro”, la Galleria dell’Accademia con il celeberrimo David di Michelangelo (ma non solo), il Museo Nazionale del Bargello, con le sculture del Rinascimento, il Museo di San Marco, con le opere del Beato Angelico, il Museo Archeologico con una notevole collezione etrusca e egizia.

Hanno fatto la storia della città anche Palazzo Vecchio e Palazzo Medici Riccardi, che sono musei oltre che sedi di importanti istituzioni cittadine.
Grazie anche al forte impulso dato dalla famiglia Medici, Firenze ospita una serie di importanti musei scientifici, tra cui quello della Specola e il nuovo Museo Galileo.
Un consiglio è quello di acquistare la Firenze Card, che permette di visitare ben 50 musei al prezzo di 50 euro, la card include anche il trasporto pubblico.
Si consiglia di prenotare online la visita ai musei statali di Firenze al sito ufficiale del Polo Museale Fiorentino.

L’orario si può scaricare dalla pagina ufficiale di FirenzeMusei ed è costantemente aggiornato, permettendoti così di conoscere, oltre agli orari di apertura dei musei e monumenti principali, anche il loro costo di ingresso che è soggetto a variazioni a seconda del fatto che il museo ospiti o meno una mostra temporanea. Cultura mia, fatti capanna!

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